I TUOI DOLORI
PODISMO
REGOLAMENTO BUONI
ARTICOLI
DOMANDE?

 osteopatia-in-gravidanza

OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA

 

La lombalgia, lombosacralgia e pseudo lombosciatalgia o cruralgia non attribuibili a quadri anatomo-patologici ben definiti rappresentano la maggioranza dei disturbi riscontrabili nella pratica clinica, l’evidenza di ciò si fa importante quando ci si trova di fronte a donne in gravidanza che sviluppano tali sintomi durante il periodo dei nove mesi. Il mal di schiena è spesso presente in una gravidanza normale, è stata riportata un’incidenza del 45%,con dolore notevole in un terzo dei casi (Acta Orthop. Scand , 1988). Rare sono le ernie discali durante la gravidanza (1 caso su 10.000). Anche studi più recenti lo hanno confermato, dimostrando la stessa prevalenza in donne gravide e non, di ernia discale e spondilolistesi. La gravidanza è una fase di grande cambiamento posturale e per alcune donne significa anche dover fronteggiare alcuni malesseri legati alla progressiva crescita del bambino nel grembo materno che, di settimana in settimana, provoca lo spostamento del centro di gravità e continue modifiche sia strutturali che viscerali. E' indubbio il ruolo di primo piano occupato dall'incremento dei carichi biomeccanici che gravano sul rachide in gravidanza e dal cambiamento progressivo di esso sul piano sagittale con continui impegni di carattere muscolare. La questione “bio-meccanica” coinvolge non solo la dinamica muscolo-tendinea ma articolare, fasciale, liquorale. In tal caso rivolge l'attenzione non solo al macromovimento, di cui si occupa classicamente l'ortopedia e traumatologia, ma anche e soprattutto al micromovimento che sottostà alle leggi osteopatiche. I continui adattamenti da parte del sistema muscolo-scheletrico il quale, spesso, fa fatica a rispondere in modo adeguato sono causa problematiche dolorose a carico della colonna vertebrale e della muscolatura ad essa correlata portando a lombalgie e sciatalgie, cervicalgie… oppure disturbi legati alla ritenzione dei liquidi (soprattutto durante l’ultimo trimestre di gestazione) con conseguenti problematiche come gonfiore agli arti, sindrome del tunnel Carpale. In fase statica molte condizioni dolorose sono attribuibili a un cambiamento dell’angolo lombo-sacrale, dovuto all’aumento della curva lombare, stimolando quindi praticamente quasi tutte le strutture algogene lombo-sacrali. Le sedi di produzione del dolore nel caso della gravidanza possono essere le fasce, le faccette articolari, il tessuto capsulare, la compressione della radice nervosa, il legamento longitudinale anteriore e quello posteriore, la dura madre, l’articolazione sacro-iliaca e infine il tessuto muscolare, tutte sedi ricche di recettori algo-sensibili.

 

L’Osteopatia viene incontro alla donna in gravidanza per alleviare sofferenze e dolori causati dai cambiamenti di peso e postura sia durante che dopo la gravidanza. Soprattutto perché il trattamento osteopatico è manuale e può ovviare all’utilizzo di analgesici e antiinfiammatori per questo periodo delicato per la donna ma soprattutto per l’embrione. Il trattamento osteopatico è un modo estremamente gentile di aiutare il corpo ad adattarsi ai cambiamenti che avvengono durante la gravidanza. Il trattamento lombo-pelvico dovrebbe essere indicato a tutte le gravidanze che, dal terzo mese in poi, hanno una predisposizione a sviluppare dolori muscolo-articolari e legamentosi. La sicurezza della mamma e del bambino sono la priorità dell'osteopata quindi il trattamento viene eseguito solo dopo avere raccolto tutti i dati necessari in merito alla storia clinica della mamma prima e durante la gravidanza e sempre in comunicazione con il ginecologo. Sono sempre più numerose le strutture dove le donne gravide sono seguite oltre che dal ginecologo e ostetrica, anche dall’Osteopata, che le accompagna fino al parto. Se consideriamo l’apparato genitale femminile (utero e ovaie) non possiamo non considerare che le strutture sono ancorate attraverso legamenti all’osso sacro e alla colonna, e poggiano sul pavimento pelvico, costituito da muscoli che si inseriscono sul bacino e sulle anche. Attraverso il sistema nervoso vegetativo (sistema che regola la funzionalità degli organi) queste strutture sono in relazione neuroanatomica con il metamero midollare T10T11 e L1-L2. Dai forami sacrali fuoriescono le innervazioni del plesso sacrale per il parasimpatico. Inoltre, come tutti i visceri, possiedono una mobilità all’interno del bacino impressa prevalentemente dal movimento del diaframma, oltre che ad una motilità intrinseca dell'organo. Un’alterata funzionalità ginecologica può quindi ripercuotersi sulla struttura e, viceversa, una eccessiva tensione muscolare del pavimento pelvico ad esempio, una tensione legamentosa come quella del legamento rotondo o una rigidità ossea, può ripercuotersi funzionalmente sugli organi ginecologici. Ciò avviene in maniera lenta e progressiva e l’organismo risponde adattandosi, compensando tali modificazioni sino all’insorgenza del sintomo che per l’osteopatia coincide con la esaurita capacità da parte della struttura di compensare le disfunzioni. Se pensiamo alla gravidanza in particolare, l’organismo è sottoposto a un obbligato e fisiologico cambiamento posturale che per alcune donne può essere un fattore altamente stressante nonché momento di inizio di alcuni sintomi che possono essere invalidanti come cefalee, nausee e vomito, lombalgie, sciatalgie, pubalgie, emorroidi, alterazione del sonno. Pensando inoltre al nascituro il bacino materno libero da disfunzioni e inserito in un organismo in equilibrio garantirebbe un corretto posizionamento del feto nonché una nascita più fisiologica. Allo stesso modo anche il parto può essere interpretato come un momento altamente stressante per l’organismo, talvolta realmente traumatico sia per i visceri se pensiamo al prolasso uterino sia per il pavimento pelvico. Nei casi di dolori al bacino, colonna, osso sacro e coccige, sciatalgie, cruralgie e prolasso uterino e rettale nel post partum l’intervento dell’osteopata riequilibrerà la struttura muscolo scheletrica, viscerale predisponendo laddove necessario il lavoro di rieducazione perineale.